CONFEDILIZIA: UN'IMPOSTA UNICA SULLA CASA,
REDDITUALE E COMUNALE

Un'imposta comunale unica sulla rendita degli immobili e una tassa sui servizi comunali. E' quanto propone la Confedilizia per realizzare - scaduta la delega al Governo per il riordino dell'imposizione sulla casa, prevista dall'art. 18 della legge 133/'99 - una riforma incisiva della tassazione sugli immobili.

La proposta - redatta, per conto della Confederazione, dallo studio dell'avv. Gianfranco Gaffuri, ordinario di diritto tributario all'Università di Milano - si prefigge l'obiettivo di semplificare l'attuale situazione di irrazionale trattamento fiscale della proprietà edilizia, in cui una serie di imposte e tasse, erariali e locali, dirette, indirette e sul patrimonio, colpiscono i beni immobili sotto ogni profilo, dando anche luogo a duplicazioni, e producendo il risultato di una tassazione più pesante rispetto a quella dei settori industriale e finanziario, fino a raggiungere l'effetto di una vera espropriazione del bene.

L'alternativa suggerita è di ridurre l'attuale prelievo sugli immobili ad un solo tributo di esclusiva competenza comunale, così da rimuovere la coesistenza di soggetti impositori concorrenti. Esso graverebbe in misura proporzionale (con aliquota, quindi, fissa) sul reddito fondiario, determinato secondo l'attuale sistema catastale, di tutti gli immobili che costituiscono il patrimonio edilizio, con esclusione di quelli rustici effettivamente destinati all'attività agricola. La legge istitutiva dovrebbe contenere un regolamento esauriente dell'imposta, tanto analitico da prevenire l'eccessiva diversificazione e frammentazione smodata di discipline locali cui sta dando luogo l'applicazione dell'Ici, mentre ai Comuni sarebbe riservato un margine di oscillazione nella determinazione dell'aliquota. Un regime di favore sarebbe previsto per le unità immobiliari adibite a "prima casa".

Il sistema sarebbe completato da una tassazione sul godimento dei servizi essenziali e rilevanti prestati dall'ente locale, a carico, in diversa misura, sia dei residenti sia dei non residenti che svolgano abitualmente lavoro o abbiano comunque stabili occupazioni nel territorio comunale. Il tributo sostituirebbe i vigenti prelievi del Comune connessi alla prestazione di singoli, specifici servizi, come la tassa (o tariffa) per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: "L' imposizione fiscale sugli immobili è oggi costituita da un insieme di norme fra loro scoordinate, così che è persin difficile (e, forse, è proprio l'effetto che da qualcuno si vuole) misurarne in termini esatti la gravosità, comunque ben nota agli operatori, al punto di allontanarli dall'investimento immobiliare, siccome ormai privo di redditività. L'assommarsi di imposte reddituali e di imposte tipicamente patrimoniali porta ad un progressivo effetto ablatorio della proprietà, vieppiù intollerabile e discriminatorio. Abbiamo pertanto sentito la responsabilità di formulare una nostra proposta di riordino della fiscalità immobiliare, nell'intento di accelerare - attraverso un proficuo dibattito - un intervento legislativo nel campo, che non può ormai più ritardare. La sottoponiamo alla valutazione (ed alle osservazioni, anche critiche) di chi sente l'imperativo - morale, anzitutto - di porre rimedio ad una situazione iniqua".