ANNO 7 - NOVEMBRE 1997 - N.10

 

E NON C'ERA ANCORA L'ICI...

Per far sì che ognuno degli enti abbia la sua parte (di imposte), ma che non ecceda un certo livello, si sono adoperati in Italia mezzi ben noti. Il legislatore ha stabilito un limite massimo: ma Comuni e Province, dopo averlo raggiunto, hanno dichiarato che non potevano vivere, e allora si è creato un secondo limite a cui sollecitamente tutti i Comuni sono arrivati; e; allorché se ne è creato un terzo, questo è stato subito raggiunto dalla totalità dei Comuni. È un sistema che non funziona, perché crea negli amministratori dei Comuni e delle Province la tendenza ad ottenere l'autorizzazione ad arrivare fino al limite massimo stabilito; essi finiscono per concepire il raggiungimento dell'ultimo limite di tassazione come una cosa naturale; come un diritto di proprietà. L'amministratore del Comune concepisce il diritto di giungere fino a un certo limite come un dovere di giungervi, tanto più che la spinta a spendere c'è sempre, quando esiste la possibilità di tassare. In tal modo si arriverebbe anche al quarto e al quinto limite, se ci fossero. Si era immaginato di trovare un freno nel senso che l'eccedenza oltre il limite dovesse essere autorizzata con una legge sociale; ma la conseguenza di questo è stata la moltiplicazione dei disegni di legge per la fissazione dei limiti.

LUIGI EINAUDI
intervento alla Seconda Sottocommissione per la Costituzione,
Assemblea Costituente, 31 luglio 1946
 

All'interno
 
  • Scritte sui muri, reclusione
  • Proroga biennale, solo abitativo
  • Acqua potabile, contatori singoli
  • Tabella retribuzioni dipendenti
  • Disegno di legge Veltroni, nuovi vincoli per gli immobili
  • Fabbricati ex rurali, denuncia entro il 31.12
  • Ordinanza piccioni
  • Riforma locazioni, fondi insufficienti
  • Attenti alle "donne" della pulizia