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TOCCANO
ALL'ENEL LE SPESE PER LA
RIMOZIONE DEI CAVI ELETTRICI DALLE FACCIATE
IN OCCASIONE DI RESTAURI O RIFACIMENTI
Le spese
per la rimozione e l'interramento dei cavi elettrici in occasione di lavori
di restauro o di rifacimento delle facciate delle case, spettano all'Enel
(o all'ente pubblico, se si tratta di cavi per l'illuminazione pubblica).
Lo ha stabilito il Giudice di pace di Piacenza dott. Umberto Moizo.
Il caso è quello di un cittadino che, avendo necessità fossero
rimossi cavi elettrici di illuminazione pubblica dalla facciata della
sua casa per eseguire lavori, si era visto richiedere da un Comune piacentino
(per effetto di una convenzione dello stesso Comune con l'Enel) la somma
di un milione e mezzo di vecchie lire, "a titolo di rimborso spese",
che l'interessato aveva corrisposto al solo scopo di non ritardare i lavori
edilizi in corso. Il proprietario della casa si era, però, poi
rivolto al Giudice (con l'assistenza dell'avv. Giorgio Parmeggiani, del
Coordinamento legali della Confedilizia) per ottenere la restituzione
di quanto versato e il Giudice gli ha dato ragione, facendo applicazione
della norma (definita "lapalissiana" nella motivazione della
sentenza) di cui all'art. 122 T.U. 11.12.1933 n. 1775 che, al suo quarto
comma, stabilisce che "salvo le diverse pattuizioni che si siano
stipulate all'atto della costituzione della servitù, il proprietario
ha facoltà di eseguire sul suo fondo qualunque innovazione, costruzione
o impianto, ancorché essi obblighino l'esercente dell'elettrodotto
a rimuovere o collocare diversamente le condutture e gli appoggi, senza
che per ciò sia tenuto ad alcun indennizzo o rimborso a favore
dell'esercente medesimo". Il Giudice ha anche spiegato che la norma
di cui trattasi si applica - sulla scorta di una consolidata giurisprudenza
della Cassazione - sia nel caso di servitù di posa dei cavi elettrici
sulle facciate e sui muri perimetrali degli edifici sorta per convenzione,
sentenza o espropriazione, sia nel caso di servitù sorta ab
immemorabile per usucapione.
"La legge - dice la motivazione della sentenza del Giudice di pace
di Piacenza - esclude in via assoluta ogni e qualsiasi spesa a carico
del proprietario del fondo servente relativamente all'avvenuta rimozione
e all'interramento dei cavi elettrici posti lungo i muri perimetrali e
lungo la facciata dell'immobile, per cui il proprietario della casa nulla
doveva all'Enel e la riscossione avvenuta tramite il Comune rientra pienamente
nella fattispecie del pagamento di indebito". Di qui, la condanna
alla restituzione della somma a suo tempo pagata dal proprietario di casa
nonché alle spese di giudizio.
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