Entro martedì 16 giugno va pagato l’acconto dell’Imu per l’anno 2026 per tutti i fabbricati, ad eccezione delle abitazioni principali e relative pertinenze, per le aree fabbricabili e per i terreni agricoli.
L’Imu va comunque pagata, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale, qualora l’unità immobiliare sia accatastata come A/1, A/8 e A/9. Il saldo dell’imposta si pagherà invece entro il prossimo 16 dicembre. È comunque possibile pagare in unica soluzione entro il 16 giugno.
La prima rata è pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando l’aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente. Il versamento della seconda rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno va eseguito, a conguaglio, sulla base delle aliquote risultanti dal prospetto delle aliquote (che forma parte integrante delle delibere comunali) pubblicato sul portale del Dipartimento politiche fiscali del Mef entro il 28 ottobre.
Si ricorda che dallo scorso anno i Comuni non possono più diversificare le aliquote dell’Imu introducendo specifiche fattispecie, ma possono solo fissare le aliquote sulla base delle fattispecie “tipizzate” che sono indicate nel prospetto da allegare alla delibera e da pubblicare entro il 28 ottobre. Ciò in quanto la delibera di approvazione delle aliquote può essere redatta solo attraverso l’applicazione informatica disponibile nel Portale del federalismo fiscale. La selezione delle fattispecie di interesse del Comune può in questo modo avvenire solo tra quelle individuate dal d.m. 7.7.2023, come modificato e integrato prima dal d.m. 6.9.2024 e poi, in considerazione delle esigenze emerse nel corso dell’anno d’imposta 2025, primo anno di applicazione obbligatoria del prospetto, dal d.m. 6.11.2025. Le esenzioni, le riduzioni e le agevolazioni già previste dalla legge, quali, per esempio, la detrazione di 200 euro per l’abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8 e A/9 oppure la riduzione dell’imposta al 75% per gli immobili locati con contratto a canone concordato, invece, non devono essere inserite nel prospetto in quanto le stesse sono applicate senza che il Comune possa esercitare alcun margine di discrezionalità in merito.
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