Anche quest’anno, in occasione del Festival della cultura della libertà di Piacenza, ideato da Corrado Sforza Fogliani e a lui intitolato dopo la sua scomparsa, si è avuto modo di abbandonare per qualche giorno le (spesso poco edificanti) vicende contingenti per immergersi in un confronto di idee profondo e stimolante.
Il tema della decima edizione ha reso più semplice uscire dall’attualità italiana, essendo incentrato sul confronto fra Europa e America. Come sappiamo, tuttavia, l’attualità che ci riguarda non è solamente quella nazionale, ma anche quella europea, soprattutto nel senso burocratico-normativo del termine. E proprio a una novità proveniente da Bruxelles, sede dell’Unione, abbiamo deciso di dedicare la copertina di questo numero di Confedilizia notizie. Si tratta dell’avvio della procedura di infrazione, nei confronti di ben 19 Paesi, per il mancato invio, entro il 31 dicembre scorso, del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, adempimento previsto dalla direttiva europea sull’efficientamento energetico degli immobili (nota anche col nome “case green”).
Questa novità dovrebbe far riflettere, come scriviamo in prima pagina. È chiaro che si tratta – come si usa dire quando si commentano certi avvisi di garanzia – di un “atto dovuto”, dettato dalle regole di appartenenza all’Ue e ai riti in quest’ultima previsti. Ciononostante, è paradossale che, in una fase di esteso ripensamento delle politiche verdi e dello stesso Green Deal europeo, parta una procedura di infrazione verso oltre due terzi degli Stati dell’Unione per il fatto che non sia stata effettuata un’operazione propedeutica – secondo la direttiva – al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei consumi di energia previsti dal provvedimento.
Vedremo che cosa deciderà il Governo italiano, ma non va mai dimenticato che questo Esecutivo e la maggioranza che lo sostiene – ai quali va riconosciuto il merito, prima, di avere efficacemente operato affinché il testo del provvedimento fosse modificato in senso meno vincolante nel corso del suo iter e, poi, di aver comunque espresso voto contrario al momento della sua approvazione definitiva – si sono da tempo impegnati per favorire una rivisitazione della direttiva al fine di tutelare i proprietari di casa e i risparmiatori e investitori immobiliari. Impegno che riveste un’importanza ancora maggiore dopo che il sistema degli incentivi fiscali per gli interventi edilizi è stato così drasticamente ridotto in seguito alla penultima manovra economica.
Di questi e di altri temi (politiche abitative, locazioni commerciali, Imu, nuovo codice dell’edilizia, rigenerazione urbana, condominio ecc) parleremo il 19 maggio, a Roma, nel corso dell’assemblea della Confedilizia, che quest’anno vedrà una parte pubblica, aperta ai singoli associati, affiancarsi a quella privata, riservata ai delegati delle Associazioni territoriali. Si tratterà di un importante momento di confronto con le istituzioni, la stampa e le altre associazioni di categoria per ribadire con forza e convinzione le posizioni e le istanze della proprietà edilizia. E per ascoltare dal Governo – sperabilmente – qualche buon proposito per quest’ultimo anno di legislatura.
Giorgio Spaziani Testa
da Confedilizia notizie, aprile ’26
Confedilizia notizie è un mensile che viene diffuso agli iscritti tramite le Associazioni territoriali della Confederazione.




