Sono molte e di sostanza le novità intercorse dopo la chiusura dell’ultimo numero di Confedilizia notizie. Tre su tutte, come indicato nel titolo di questo editoriale: il varo del decreto-legge contenente il Piano Casa, l’approvazione contestuale del disegno di legge del Governo con le nuove “disposizioni in materia di rilascio di immobili” e lo svolgimento della prima assemblea pubblica della Confedilizia.
Partiamo dal Piano Casa. Più volte annunciato dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è finalmente approdato in Consiglio dei ministri lo scorso 30 aprile. E si tratta, a grandi linee, di quanto era stato ipotizzato: da un lato, il sacrosanto piano di riqualificazione delle oltre sessantamila case popolari non assegnate perché bisognose di interventi di ristrutturazione nonché la previsione del recupero di altri immobili pubblici in disuso; dall’altro, un programma di “edilizia integrata” (in parte libera e in parte convenzionata) che coinvolge investitori privati per realizzare abitazioni da destinare prevalentemente a giovani, lavoratori fuori sede, giovani coppie, genitori separati.
Poi c’è il disegno di legge in materia di sfratti. Un passaggio importante, nell’approccio prima ancora che nei contenuti. Per la prima volta si interviene – come si legge nella relazione che accompagna il provvedimento – con “l’obiettivo di rendere maggiormente rapida ed efficace la restituzione degli immobili”. Beni che – aggiunge la relazione in un passaggio molto significativo – costituiscono in molti casi “uno strumento essenziale per assicurare al proprietario i mezzi di sussistenza”.
L’idea di fondo è quella che affermiamo da sempre: assicurare maggiori tutele ai proprietari incrementa la fiducia di questi ultimi, favorendo un ampliamento dell’offerta abitativa e una riduzione dei canoni di locazione. In poche parole: più affitti, non più sfratti.
Il provvedimento, nel testo depositato in Senato, recepisce diverse proposte avanzate dalla Confedilizia sia direttamente al Governo, sia nel corso della consultazione da parte dell’on. Alice Buonguerrieri, dalla cui proposta di legge l’Esecutivo ha tratto gran parte dei contenuti del proprio articolato. Ma la nostra Confederazione, grazie al suo Coordinamento legali, avrà modo di fornire spunti e suggerimenti anche nel corso dell’esame in Parlamento del disegno di legge governativo.
Infine c’è la nostra assemblea del 19 maggio. Per la prima volta nella sua storia recente, la Confedilizia ha affiancato all’assemblea privata un’assemblea pubblica, con oltre 500 persone (la sala prescelta non è stata sufficiente…) – tra dirigenti delle Associazioni territoriali, singoli associati, esponenti politici e delle altre organizzazioni di categoria – che si sono riunite al Teatro Adriano. Con un concetto tanto semplice quanto forte attorno al quale è ruotato l’evento: la proprietà immobiliare produce.
La partecipazione registrata e il livello e la qualità degli interventi hanno confermato che attorno ai temi della proprietà immobiliare esiste oggi un’attenzione crescente. Ed è significativo che ciò avvenga in una fase nella quale, finalmente, sembra riaprirsi uno spazio per affrontare queste questioni senza pregiudizi ideologici, ma guardando al ruolo concreto che il patrimonio immobiliare svolge per il Paese.
Giorgio Spaziani Testa
da Confedilizia notizie, giugno ’26
Confedilizia notizie è un mensile che viene diffuso agli iscritti tramite le Associazioni territoriali della Confederazione.




