È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il d.l. n. 66 del 7.5.2026, recante “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”. La finalità del provvedimento è “fornire una risposta ai fabbisogni abitativi dei giovani e degli studenti universitari, dei lavoratori fuori sede, delle giovani coppie e dei genitori separati, ovvero a realizzare modelli di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane (senior cohousing) e di coabitazione intergenerazionale (cohousing intergenerazionale)”. In questa prospettiva, il decreto individua tre direttrici.
La prima direttrice concerne “un programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale”, affidato a un Commissario straordinario in carica fino al 31.12.2027 (con dotazione finanziaria complessiva di 970 milioni di euro erogati tramite Invitalia S.p.A.), il quale potrà operare “a mezzo di ordinanza, in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia” (d.lgs. n.159/2011), “delle disposizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio” (d.lgs. n. 42/2004), “nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea”. La stessa direttrice si sviluppa anche attraverso la realizzazione sia di un programma di riscatto degli immobili Erp esistenti da parte degli assegnatari (a beneficio dei quali viene anche costituito un Fondo di garanzia per morosità incolpevole), sia di nuovi immobili di edilizia sociale, senza consumo di suolo, “da destinare a locazione di lunga durata con facoltà di riscatto predefinita”.
La seconda direttrice del Piano si sostanzia, invece, nella concentrazione, in un apposito strumento finanziario (“Fondo housing coesione”), gestito da Invimit Sgr, delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo. Nell’ambito del Fondo di investimento dovranno essere creati comparti specifici dedicati “a ciascuna Regione, Provincia autonoma, o amministrazione centrale sottoscrittrice, idonei a garantire una adeguata segregazione contabile relativa alle risorse europee e nazionali”.
La terza direttrice, infine, si concreta nella realizzazione di “programmi infrastrutturali di edilizia integrata” finalizzati ad attrarre investimenti privati, con l’obiettivo prioritario di costruire alloggi da locare o vendere, “rispettivamente a canone o a prezzo calmierati”. Si introducono pertanto semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori e si prevede, tra l’altro, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, la nomina di un Commissario straordinario. A fronte di tali semplificazioni, non meno del “70 per cento dell’importo dell’investimento complessivo per il medesimo contesto territoriale” dovrà essere “destinato agli interventi di edilizia convenzionata” e le unità immobiliari così realizzate dovranno essere vendute o locate applicando una “riduzione di almeno il 33 per cento rispetto ai valori correnti di mercato nella stessa zona”.
da Confedilizia notizie, giugno ’26
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