«Combatteva battaglie per difendere i principi»
Presentato a Piacenza “Il rivoluzionario liberale”, nostra iniziativa editoriale in collaborazione con Liberilibri
“Corrado Sforza Fogliani è stato un esponente di primo piano del liberalismo degli ultimi decenni. Nato da una grande famiglia piacentina, è stato un innovatore in tutti i campi in cui ha operato facendosi sempre guidare da una autentica passione per la libertà, trasformando e migliorando le istituzioni con cui ha collaborato e che ha diretto, mai dimorando nella certezza delle posizioni raggiunte. Attraverso i suoi molteplici incarichi – ricordiamo, tra gli altri, presidente di Confedilizia, presidente della Banca di Piacenza e presidente di Assopopolari – ha svolto un ruolo senza pari per promuovere la cultura della libertà. Avvocato e giurista, è stato un instancabile difensore di quei valori che costituiscono una società libera, dalla proprietà della casa alla tutela dei piccoli risparmiatori. A Piacenza, sua città natale a cui fu sempre legatissimo, e in molte altre parti d’Italia, è stato anche uno straordinario mecenate, attentissimo curatore e promotore dell’arte e della bellezza nelle sue più diverse forme, così come un grande organizzatore culturale, creando, tra le altre cose, il Festival della cultura della libertà di Piacenza”.
Così la sinossi pubblicata nella seconda di copertina de “Il Rivoluzionario liberale”, volume dedicato all’avv. Sforza Fogliani a quattro anni dalla scomparsa, edito da Liberilibri su iniziativa di Confedilizia e presentato al PalabancaEventi della Banca di Piacenza, come anteprima del 36° Convegno Coordinamento legali, in una Sala Corrado Sforza Fogliani gremita in ogni ordine di posti. Un successo di partecipazione che non conosce precedenti, a dimostrazione dell’affetto che Piacenza (e non solo, vista la nutrita presenza di esponenti di Confedilizia provenienti da ogni parte d’Italia) ancora nutre per il suo illustre concittadino. A testimoniarla con la loro presenza anche diverse autorità: tra gli altri, il ministro per gli Affari europei e le Politiche di coesione e il PNRR Tommaso Foti, la sen. Elena Murelli, il sindaco Katia Tarasconi, il presidente della Provincia Monica Patelli, il vescovo mons. Adriano Cevolotto, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, il viceprefetto Roberta De Francesco. Il prima fila la moglie di Corrado Sforza Fogliani, Maria Antonietta De Micheli e la figlia Maria Paola. Il ministro Foti, la senatrice Murelli e il sindaco Tarasconi hanno preso la parola per un breve saluto.
Nel porgere il benvenuto ai presenti a nome della Banca di Piacenza, il vicepresidente Domenico Capra (a rappresentare l’Istituto di credito anche l’a.d. e direttore generale Angelo Antoniazzi e i vicedirettori generali Pietro Boselli e Lodovico Mazzoni) ha letto un messaggio del presidente Giuseppe Nenna: «Desidero porgere il mio saluto al presidente Spaziani Testa, ai relatori e a tutti i partecipanti al convegno. Purtroppo non mi è possibile partecipare di persona, come avrei invece desiderato. Mi rincresce particolarmente non poter essere presente a un’iniziativa che considero di grande valore per i temi affrontati e soprattutto per il significato che riveste. L’opera oggi presentata e discussa è dedicata al carissimo presidente Sforza, al quale mi legano sentimenti di profonda stima e riconoscenza per la dedizione, il talento e la lungimiranza dimostrati alla guida di questa Banca, e non soltanto. Nel formulare i migliori auspici per la piena riuscita dell’evento, desidero rivolgere a tutti i presenti un caloroso saluto».
Sono quindi intervenuti – coordinati da Alberto Ciapparoni, giornalista di RTL 102.5 («Questo non è un libro ma un vero e proprio manifesto culturale») – alcuni degli autori dei saggi riportati nel volume: Pierluigi Magnaschi, direttore di Italia Oggi («Corrado era uno dei pochi liberali convinti ed era sicuramente rivoluzionario. Nel mio scritto racconto la vicinanza che abbiamo avuto nei primi anni Sessanta, quando Piacenza era una città assopita, conservatrice, ipercattolica: Sforza la rivoluzionò in anticipo, fin da giovanissimo, con il giornale studentesco La Squola e i Fori giovanili che organizzava alla Filo»); Carlo Lottieri, filosofo del diritto («Credeva tantissimo nel ruolo delle idee. Mi chiese di curare il Festival della cultura della libertà, un ruolo che mi affidò con grande liberalità; sapeva anche delegare. Nell’organizzare il Festival fu lineare e coerente e non volle soldi pubblici»); Michele Silenzi, editore e saggista («Un intellettuale, un mecenate, un uomo “strano” per questo Paese. Mi ha sempre stupito la sua grande curiosità e la capacità di portare “aria fresca”»); Antonino Coppolino, avvocato vicepresidente di Confedilizia («Riteneva quella di avvocato la professione che lo aveva fatto un uomo libero. Ho cercato nel mio contributo di tratteggiare la vita di studio: il suo è stato una scuola per tanti giovani praticanti. Mi è molto piaciuta una frase che Silenzi ha scritto nel libro considerandolo non solo un libro ma uno strumento per mettere in circolo un modo di ragionare»); Emanuele Galba, direttore di Bancaflash e Confedilizia notizie («È stato tante cose, ma la passione per il giornalismo ha avuto grande importanza. Rivoluzionario anche qui: a 15 anni scrisse il primo articolo per il quotidiano locale Libertà; fu sempre una sua recensione su Libertà a dargli la possibilità di far visita a Luigi Einaudi, un incontro che cambiò la sua vita. Ovunque andasse fondava un giornale: ne sono esempi pratici Bancaflash della Banca di Piacenza e Confedilizia notizie. Era una formidabile fonte per chi il giornalista lo faceva per mestiere: sua la segnalazione che fece scoppiare lo scandalo Affittopoli»); Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia («Ho cercato di rappresentare quanto ha fatto in tanti anni alla guida della nostra organizzazione. Battaglie importanti che ha combattuto su tassazione, locazioni, sfratti, condominio. Tutti questi temi li affrontava sempre avendo ben presente un filo conduttore: la difesa dei principi»). Gli altri autori Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo e Antonio Patuelli, presidente ABI, saranno invece tra i protagonisti della presentazione del volume che la Confedilizia ha organizzato a Roma il prossimo 17 novembre, come annunciato alla platea da Giorgio Spaziani Testa.
I RINGRAZIAMENTI DELLA SIGNORA SFORZA
La moglie di Corrado Sforza Fogliani, Maria Antonietta De Micheli, è stata protagonista di un applauditissimo intervento che ha rappresentato molto più di un ringraziamento che ha voluto fare agli autori dei saggi, citandoli uno a uno. «Corrado, l’avvocato, il giornalista, l’insegnante e preside (è in questa veste che l’ho incontrato), lo studioso, il politico, il presidente. Nonostante fosse tutto questo non si è mai vantato dei successi raggiunti, ma ricordava con soddisfazione di aver ricoperto incarichi pubblici senza aver mai ricercato nessun vantaggio di natura personale. Pretendeva poco dagli amici, solo che non gli facessero perdere tempo. Sulla sua scrivania c’era in bella mostra una tavoletta con scritto: “Signore, benedici chi non mi fa perdere tempo”. E lui il tempo non lo ha mai sprecato. Aveva sempre con sé penna e foglietti sui quali appuntava pensieri che andava sviluppando; la sua testa andava veloce e non aveva tempo da perdere. Riteneva che la vita fosse per tutti, come diceva il Manzoni, un impegno, o meglio, un’occasione per esprimere le nostre qualità morali. Corrado era uomo di fede. “Dio mi ha sempre tenuto una mano sulla testa”, soleva dire. In un’intervista dichiarò che per lui la fede era una certezza, una protezione e una grande speranza. È stato definito un uomo positivo, aperto al dialogo e ai progetti con il pensiero fissato in un futuro più umano e sereno per sé e per gli altri. Anche questo era Corrado, il mio Corrado».
L’incontro è stato seguito anche in diretta streaming attraverso il sito della Banca di Piacenza. A tutti i partecipanti è stato fatto omaggio di una copia del libro.
IL PREMIO DI LAUREA
Al termine della presentazione del volume, spazio alla cerimonia di consegna del premio di laurea (insieme a una targa ricordo) istituito dalla Confedilizia in memoria di Corrado Sforza Fogliani, consegnato da sua moglie Antonietta De Micheli alla dottoressa Ludovica Bora (presente con i genitori) per la laurea magistrale in Gestione d’azienda (Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza) con una tesi sul tema “Immobili e fiscalità green: gli incentivi per il recupero edilizio”. In rappresentanza della Cattolica erano in sala i professori Andrea Renda e Chiara Mussida che, assieme ad Antonino Coppolino, hanno fatto parte del comitato di assegnazione del premio di laurea.
I SAGGI
Il libro si articola in otto saggi che ricordano il presidente Sforza rispetto ai molteplici ruoli ed esperienze che hanno riempito la sua intensissima vita.
Pierluigi Magnaschi (Introduzione) – Il direttore di Italia Oggi racconta di «essere stato testimone ammirato della sua precocissima evoluzione culturale e umana» e ricorda due iniziative del Nostro: il giornale interstudentesco “La Squola” («con una “q” impertinente al posto della “c”») e i Fori giovanili. «Sforza Fogliani, giovane studente di famiglia alto-borghese che avrebbe potuto sdraiarsi nelle comodità della sua classe sociale di appartenenza, ruppe gli schemi e ai vari giornalini sostituì La Squola che era un giornale vero e proprio regolarmente stampato in tipografia e sulle colonne del quale si cimentavano studenti del liceo classico, scientifico, ragionieri e geometri, industriale, magistrale e agrario… L’altro strumento usato dal poco più che adolescente Sforza Fogliani per vivacizzare la vita culturale piacentina furono i Fori giovanili che si tenevano al teatro Filodrammatici in via Santa Franca nei pomeriggi del sabato… Lui sceglieva gli argomenti degli incontri, indicava i relatori e stabiliva le modalità e i tempi del dibattito… Ci si potrà chiedere oggi come fosse stato possibile radunare per anni più di cento giovani nel pomeriggio del sabato…Fra i relatori dei Fori giovanili c’erano anche due giovani pensatori piacentini destinati a diventare famosi come il sociologo Francesco Alberoni e l’economista Giancarlo Mazzocchi».
Daniele Capezzone (I principi in azione [altro che “teoria”…] e la diffidenza verso ogni dirigismo) – Il direttore de Il Tempo sottolinea come «la gigantesca figura che ci ha lasciato nel dicembre del 2022» fosse «un solido e limpido liberale classico, formatosi attraverso la lettura di Luigi Einaudi, che si era via via incamminato verso sponde “per forza di cose” (come indicato nel suo profilo Twitter) più libertarie, spinto da un’insofferenza sempre meno comprimibile per la pretesa pubblica – europea, nazionale, locale – di dirigere, ingabbiare, statalizzare e parastatalizzare». Capezzone ricorda poi quanto fosse «orgoglioso dell’assenza di sostegni pubblici per le sue iniziative» ed «esigente verso troppi pretesi e talora autonominati liberali e verso il centrodestra». Infine, il giornalista rimarca l’indimenticabile lezione umana: «Un sorriso autenticamente cordiale, una gentilezza profonda, mescolati a un’intransigenza assoluta sui principi e sul fare bene le cose».
Antonino Coppolino (Corrado Sforza Fogliani avvocato) – Il vicepresidente nazionale di Confedilizia, da collega avvocato, ripercorre le principali tappe della professione forense del Nostro raccontando i tanti anni trascorsi insieme nello Studio Sforza di via Garibaldi, a cominciare dal periodo di praticantato. «Proprio per quell’innata passione per il diritto in tutte le sue componenti – scrive l’avv. Coppolino –, accompagnata da quel senso di libertà che non lo ha mai abbandonato e che la professione di avvocato riteneva gli procurasse, Corrado Sforza Fogliani trattava sia questioni civili che penali e amministrative. A cui univa spesso la componente costituzionale… In questo racconto ho cercato di delineare la grandezza di quest’uomo che è stato per me l’esempio di come deve essere un uomo libero e un avvocato – come diceva lui e come per tutta la vita ha voluto essere – con “la schiena dritta” dedito alla professione».
Emanuele Galba (L’autentica passione per il giornalismo) – Il direttore di Bancaflash e di Confedilizia notizie documenta come l’attività giornalistica abbia accompagnato la vita di Corrado Sforza Fogliani fin da giovanissimo (il primo articolo per il quotidiano della sua città, Libertà, lo scrisse all’età di 15 anni). Una sua recensione, sempre pubblicata da Libertà, fu il passepartout che gli consentì di essere ricevuto nel 1961 da Luigi Einaudi, un incontro che per sua stessa ammissione gli cambiò la vita. «Ovunque andasse – spiega Galba – seminava la sua vocazione per il giornalismo. Una semina che ha fatto fiorire iniziative editoriali in molti casi ancora oggi rigogliose (Bancaflash e Confedilizia notizie su tutti, ndr)… Sforza era una formidabile “fonte” per chi questo mestiere lo aveva scelto come principale». E qui Galba ricorda lo scandalo Affittopoli (1995), scoppiato grazie a un’inchiesta de il Giornale su segnalazione di Sforza Fogliani, allora presidente di Confedilizia, gli anni de La Voce e La Cronaca («costante il suo contributo in consigli e dritte per portare avanti con successo un’avventura editoriale che ha fatto conoscere a Piacenza una felice parentesi di informazione plurale»), dove pubblicò anche tanti contributi diretti, come l’editoriale del 28 maggio 2008 che aveva raccontato della lettera ricevuta da Enzo Tortora il 7 marzo 1985 che lo ringraziava degli articoli che il Nostro scriveva per la Domenica del Corriere, dove sosteneva la necessità riformare la giustizia italiana con il “giusto processo” (“Apprezzo, perché li leggo, i suoi puntuali pezzi sulla Domenica. Scritti come i suoi – scriveva Tortora – sono rare folgori d’intelligenza, in una notte della ragione. Notte cupa… La ringrazio. Non per me, mi creda. Io più che offrirmi, tutto, al livore della calunnia assassina, più che bere sino in fondo, sino alla feccia, l’amaro veleno di questo Paese che non s’avvede di essere perduto, non posso fare”).
Carlo Lottieri (L’anima del Festival della cultura della libertà) – Il prof. Lottieri ricorda come prese vita il Festival della cultura della libertà nato su idea di Sforza (di cui è direttore scientifico) in questo modo testimoniando il suo rapporto di amicizia con il Nostro («Conoscevo l’avvocato da molti anni. Le prime occasioni d’incontro risalgono agli anni Ottanta. Entrambi eravamo nel Partito liberale ed entrambi all’opposizione interna: contro Valerio Zanone e Renato Altissimo, ma più in generale contro quelle prospettive “lib-lab” che abbandonavano le battaglie più tradizionali a difesa della proprietà e contro lo Stato a vocazione illimitata»). Così conclude il suo contributo il prof. Lottieri: «Quando venne meno, intitolare a lui il festival apparve a tutti la cosa più naturale. La sua impronta ideale è quantomai evidente in quello che è, in Italia, uno dei pochi appuntamenti periodici dedicati esplicitamente ai temi della libertà economica, della tolleranza e del pluralismo, del rule of law, del mercato e delle istituzioni poste a tutela della libertà»).
Antonio Patuelli (L’importanza della Civitas) – Così il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, suo grande amico: «Pensare a Corrado mi riporta alla sua nitida identità culturale basata, innanzitutto, su metodo di analisi e coerente comportamento, alto senso di responsabilità civile e sociale fondate sulla forte volontà di partecipazione all’associazionismo. Aveva in sé la concretizzazione di quello che scrisse due secoli fa Alexis de Tocqueville in La Democrazia in America: “Una democrazia ben funzionante e solida deve avere vitalità nel libero associazionismo”. Corrado ha dedicato molto del suo tempo a questo, con metodo dialettico, in modo critico e costruttivo: questo è un metodo scientifico applicato alla vita comunitaria pubblica e alle relazioni sociali».
Michele Silenzi (Il lavoro della libertà) – Il direttore editoriale di Liberilibri sostiene che Sforza Fogliani «era un mecenate delle arti e dei mestieri, e naturalmente dell’editoria, non nel senso un po’ mondano della parola, come se amare i libri significasse finanziare presentazioni, collezionare dediche e circondarsi di autori. Gli piaceva il lavoro materiale delle idee, dai libri più sofisticati ai quotidiani. Quando, poco prima che si ammalasse, con un gruppo di amici stavamo per rilevare la Liberilibri, gli proposi di coinvolgersi. Aderì subito all’idea in maniera entusiastica. Voleva che un progetto come quello che stiamo portando avanti continuasse a crescere, perché capiva che in Italia perfino una piccola casa editrice può essere un fatto “politico”, se pubblica i libri giusti e non si lascia addomesticare dall’aria del tempo».
Giorgio Spaziani Testa (Corrado Sforza Fogliani e la difesa della proprietà come presidio di libertà) – Il presidente di Confedilizia tratteggia le doti di colui che ha guidato l’Associazione della proprietà immobiliare per 25 anni. Ecco il significativo inizio del suo contributo: «Il fatto che Corrado Sforza Fogliani fosse un giurista ha inciso molto sul modo col quale ha guidato la Confedilizia. In ogni situazione, in ogni presa di posizione, in ogni battaglia, traspariva in modo evidente l’approccio rigoroso ai temi che solo lo studioso attento e appassionato del diritto può avere. Ma Sforza Fogliani era molto altro. Era un uomo di immensa cultura, di infinita curiosità intellettuale, di fine intuito politico, di vivace attenzione al nuovo, di grande sensibilità giornalistica, di non comune coraggio, di estrema concretezza. E tutte queste qualità, anche molto diverse fra loro, egli ha posto al servizio della causa di quella che amava definire “l’organizzazione storica” della proprietà immobiliare».
da Confedilizia notizie ottobre ’26







