La copertina di questo numero di Confedilizia notizie è dedicata a un’iniziativa della Commissione europea di cui ci siamo occupati ampiamente anche nello scorso numero del notiziario: quella denominata Affordable Housing Act, vale a dire la proposta di regolamento che – secondo la definizione ufficiale – “istituisce un quadro per misure negli Stati membri a salvaguardia della disponibilità di alloggi e della loro accessibilità economica (regolamento sugli alloggi a prezzi accessibili)”.
La novità di cui diamo conto all’interno è che il Governo ha confermato la sua posizione di netta contrarietà al testo anche in un atto ufficiale presentato al Parlamento dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e cioè dal dicastero competente in tema di politiche abitative. Una relazione che boccia su tutta la linea, sotto diversi profili, un’impostazione che “appare suscettibile di alterare l’equilibrio tra interesse pubblico e tutela della proprietà privata, favorendo una visione dirigistica del mercato immobiliare fondata sulla presunzione che la proprietà privata costituisca uno dei fattori responsabili della crisi abitativa”.
Del resto, come già evidenziato, ci troviamo di fronte a un articolato con il quale si arriva a pretendere di consentire alle “autorità competenti” nei vari Paesi dell’Unione di limitare non solo le locazioni di breve periodo, ma anche l’utilizzo stesso e la compravendita di case non destinate ad abitazione principale. Bene, dunque, che il Governo italiano affermi con tanta nettezza le sue contestazioni giuridiche e politiche alla proposta Ue, anche in seguito alle immediate e decise prese di posizione della Confedilizia (mentre altre associazioni si perdevano in distinguo, richieste di attenuazione o – addirittura – di esenzione dei propri associati).
Ma tutto ciò non basta: occorre che in sede europea si affermi un indirizzo contrario alla proposta di regolamento, in dimensioni tali da consentire di sperare in un suo stop. Anche a questo fine la nostra Confederazione ha organizzato per il 10 novembre, a Bruxelles, un importante momento di confronto con rappresentanti delle diverse forze politiche presenti nel Parlamento europeo. In quell’occasione sarà presentato e illustrato dal professor Luciano Monti uno studio dell’università Luiss Guido Carli focalizzato proprio sul testo della Commissione.
Gli sforzi per far prevalere il buon senso nell’affrontare le politiche della casa devono essere costanti e privi di esitazioni. Tuttavia, va evidenziato che la tentazione di occuparsi delle questioni abitative attraverso la scorciatoia dell’individuazione del capro espiatorio (caso tipico: i famigerati affitti brevi) e la proposizione di strumenti vincolistici e punitivi colpisce un numero sempre più esteso di decisori pubblici e di osservatori. E la proposta di regolamento della Commissione europea ne è l’esempio più eclatante.
Se poi ai sostenitori dell’interventismo si aggiungono le lobby delle categorie economiche ansiose di arginare la concorrenza che le minaccia (e l’esempio è sempre quello delle locazioni di breve durata), la lotta si fa impari.
Che si tratti di ideologia o di interessi, la sostanza è sempre la stessa: le politiche vincolistiche non hanno mai migliorato, e mai miglioreranno, la situazione dell’accesso alla casa. Anzi, hanno prodotto e sempre produrranno l’effetto esattamente contrario.
Giorgio Spaziani Testa
da Confedilizia notizie, novembre ’26
Confedilizia notizie è un mensile che viene diffuso agli iscritti tramite le Associazioni territoriali della Confederazione.





