
La certezza dei tempi nel rilascio degli immobili è anch’essa una politica per la casa
Con la ripresa dei lavori parlamentari entrerà finalmente nel vivo, previa una fase di consultazione, l’esame in Commissione Giustizia al Senato del disegno di legge del Governo in materia di rilascio di immobili, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 aprile unitamente al “piano casa”.
È un disegno di legge importante, che mira a rendere più certi e più rapidi i tempi di rientro in possesso degli immobili locati, senza comprimere le tutele dei conduttori.
Il testo governativo, che riprende in gran parte i contenuti di una proposta di legge presentata precedentemente alla Camera dalla deputata Alice Buonguerrieri, ha accolto anche alcune proposte che aveva avanzato all’Esecutivo il Coordinamento legali della Confedilizia. Esso, comunque, potrà essere utilmente emendato nel corso dell’esame, al fine di renderlo ulteriormente coerente con gli obiettivi che si prefigge.
Il provvedimento interviene non solo sulle norme relative alla fase esecutiva, ma anche su quelle riguardanti la fase di merito. Alcuni esempi. Si migliorano le norme in materia di notifica agli stranieri con dimora sconosciuta e ai soggetti irreperibili e si prevede la possibilità di istituire un domicilio digitale specifico per il contratto di locazione. Vengono dimezzati i “termini di grazia” per il pagamento del canone e quelli fissati dal giudice per il rilascio. Viene sancita la presunzione di abbandono dei beni mobili lasciati all’interno dell’immobile se non formalmente richiesti dal conduttore. Si introduce la possibilità di delegare l’attività esecutiva agli istituti vendite giudiziarie, offrendo una risposta alle carenze di organico degli ufficiali giudiziari: una possibilità che potrebbe essere estesa anche ai custodi giudiziari.
L’importanza del provvedimento, però, va ben oltre gli aspetti processuali. La certezza di poter rientrare in possesso dell’immobile al termine del contratto o in caso di morosità costituisce infatti una delle condizioni essenziali perché un proprietario decida di immettere la propria casa sul mercato della locazione. Tempi lunghi e imprevedibili producono l’effetto opposto: aumentano il rischio percepito e inducono molti proprietari a non locare o a farlo solo richiedendo maggiori garanzie. E a farne le spese sono proprio i potenziali inquilini più deboli.
L’auspicio è che nel dibattito parlamentare non si ceda alla tentazione di creare un inesistente duello fra sostenitori dei proprietari e difensori degli inquilini e si operi invece per intervenire costruttivamente sul testo al fine di perseguire l’obiettivo vero che deve avere questo disegno di legge. Vale a dire: restituire fiducia ai locatori, indurli a concedere maggiormente in locazione i loro immobili e, di conseguenza, attraverso l’ampliamento dell’offerta, favorire una riduzione dei canoni e un più esteso accesso alla casa. Con il risultato di dare risposta alle esigenze abitative senza utilizzo di risorse pubbliche.
La certezza del diritto è anch’essa una politica per la casa.
Giorgio Spaziani Testa
Roma, 9 settembre 2026




