
Da anni il dibattito pubblico ed economico ripete che le disuguaglianze di ricchezza in Italia crescono e che il patrimonio si concentra sempre più in poche mani. È una lettura che trova conferma in alcuni dati aggregati, ma che, guardata da vicino, risulta incompleta: se si osserva come la ricchezza si distribuisce lungo l’intera popolazione, e non soltanto ai suoi vertici, emerge che dalla fine del 2019 sono state le famiglie meno abbienti a rafforzare di più il proprio patrimonio.
Tra i motivi c’è un fenomeno rimasto in gran parte fuori dai titoli, la crescita del numero di famiglie a reddito medio-basso diventate proprietarie della casa in cui vivono. È una tendenza che ha generato importanti conseguenze economiche perché in Italia la ricchezza delle famiglie ha un tratto peculiare che la distingue da quella di gran parte dei Paesi avanzati: è fatta in prevalenza di immobili.
L’abitazione non è soltanto un bene economico, ma un pilastro sociale e culturale, il primo obiettivo di risparmio di intere generazioni e la principale, se non l’unica, forma di patrimonio per famiglie di fasce sociali e ceti economici anche molto diversi. Capire come cambi questa ricchezza, e a vantaggio di chi, impone perciò di andare oltre i valori medi e di osservare come essa si distribuisce lungo tutta la scala sociale: è esattamente ciò che permettono i dati qui utilizzati.
Questo lavoro parte dai numeri ufficiali di Istat e Banca d’Italia e ricostruisce, passo dopo passo, come l’allargamento della proprietà immobiliare fra i ceti meno abbienti si sia tradotto proprio in una crescita dei loro patrimoni e in una riduzione delle distanze rispetto alle fasce centrali e più agiate.
I dati indicano che la casa di proprietà, oltre a essere il principale e, spesso, l’unico asset a disposizione, agisce come un fattore di riduzione delle disuguaglianze e ciò ha inevitabili ripercussioni sulle scelte di politica economica e fiscale che riguardano le abitazioni e i loro proprietari.
Roma, 7 settembre 2026
RASSEGNA STAMPA
Il Sole 24 Ore – 7.9.2026 – Casa, più proprietari tra i redditi più bassi Dal 54% al 61% in sei anni




