Il fatto che Corrado Sforza Fogliani fosse un giurista ha inciso molto sul modo col quale ha guidato la Confedilizia per venticinque anni. In ogni situazione, in ogni presa di posizione, in ogni battaglia, traspariva in modo evidente l’approccio rigoroso ai temi che solo lo studioso attento e appassionato del diritto può avere.
Ma Sforza Fogliani – al quale dedichiamo questo numero di Confedilizia notizie, in occasione dell’uscita del libro a lui dedicato, presentato a Piacenza lo scorso 18 settembre – era molto altro. Era un uomo di immensa cultura, di infinita curiosità intellettuale, di fine intuito politico, di vivace attenzione al nuovo, di grande sensibilità giornalistica, di non comune coraggio, di estrema concretezza. E tutte queste qualità, anche molto diverse fra loro, ha posto al servizio della causa di quella che amava definire “l’organizzazione storica” della proprietà immobiliare, o anche “del proprietario di casa”, per evidenziare – orgogliosamente – la peculiarità italiana della proprietà diffusa.
La “sua” Confedilizia si è sempre distinta rispetto alle altre associazioni di categoria. Per Sforza Fogliani, la difesa dei principii veniva prima della rappresentanza degli interessi. Di fronte ai problemi, si poneva sempre con uno sguardo alto e riusciva a inquadrare la questione del momento all’interno di un quadro d’insieme e di un impianto teorico che erano il frutto delle sue estese conoscenze e delle sue molteplici esperienze. Il tutto, al fine di assumere una posizione che fosse ovviamente orientata a tutelare il diritto di proprietà (più che i diritti dei proprietari, se si consente il sottile distinguo), senza tuttavia mai perdere di vista il faro del rispetto dei principii.
Che si parlasse di locazioni, di condominio, di urbanistica o di fiscalità, il modo di affrontare la questione – un disegno di legge, una singola norma o una sentenza – era sempre il medesimo. Per citare il suo maggiore riferimento culturale, Luigi Einaudi, nella prima delle sue “Prediche inutili”: prima conoscere, poi discutere, poi deliberare. E non è ovviamente casuale che una “Sala Einaudi” sia presente – per sua volontà – sia nella sede nazionale della Confedilizia in Roma, sia in quella dell’associazione territoriale della proprietà edilizia della sua amatissima Piacenza.
Ma il faro, ovviamente, era la tutela del diritto di proprietà. Per Corrado Sforza Fogliani la proprietà è un presidio di libertà. Lo ha sempre pensato, lo ha più volte detto e questa convinzione ha costantemente informato la sua opera.
“La proprietà – osservò intervenendo nel 2020 al Festival della cultura della libertà di Piacenza, manifestazione da lui ideata nel 2017 e dal 2023 a lui intitolata – è un’isola di indipendenza che ci assicura libertà nell’agire ed è oggi l’unico argine che il cittadino può porre all’invasività dello Stato”. E così aggiungeva: “La proprietà assicura la nostra indipendenza, è un baluardo che evita la concentrazione del potere ed è insopprimibile”.
Il libro su Sforza Fogliani – significativamente intitolato “Il rivoluzionario liberale” – vedrà una nuova presentazione martedì 17 novembre alle 18 a Roma, nella sede della Confedilizia. Cerchiamo di essere in tanti.
Giorgio Spaziani Testa
da Confedilizia notizie, ottobre ’26
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