Il Ministero dell’economia e delle finanze ha pubblicato l’“Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028”. Nello stesso si preannuncia, fra l’altro, “il riordino delle spese fiscali in un’ottica pluriennale”. Intervento che – precisa il documento – consentirà di “definire un sistema di agevolazioni fiscali basato sui principii di programmazione, selettività e monitoraggio ex ante”.
Per quanto riguarda il settore edilizio, è ciò che la Confedilizia propone da tempo. Passata l’esperienza del superbonus, è tempo di dare vita a un complesso di incentivi equilibrato e stabile, che selezioni alcune priorità e su di esse concentri le maggiori risorse fra quelle disponibili.
L’intento dichiarato, in particolare, è quello di “assicurare il monitoraggio, la razionalizzazione e il riordino delle spese fiscali al fine di ridurre, eliminare e/o riformare le agevolazioni in tutto o in parte ingiustificate o superate alla luce delle mutate esigenze sociali o economiche; individuare l’eventuale sovrapposizione tra agevolazioni fiscali e programmi di spesa aventi le stesse finalità; identificare strumenti di agevolazione più efficaci ed efficienti che abbiano un impatto minore sulla finanza pubblica”.
Il Mef anticipa che “attenzione particolare sarà dedicata alle agevolazioni nel settore energetico, come leva strategica per conseguire simultaneamente gli obiettivi di incremento dell’efficienza del sistema fiscale italiano e di sostegno al pieno raggiungimento della strategia di transizione energetica e ambientale a livello europeo e nazionale, nonché alle agevolazioni fiscali a livello regionale e locale, in coerenza con gli impegni presi nel quadro del federalismo fiscale”.
Noi auspichiamo che almeno altrettanta importanza sia data, fra gli altri, agli interventi di miglioramento sismico e, comunque, a una più ampia esigenza di riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare italiano, pena il suo progressivo decadimento, specie in alcune aree del Paese.
Un riordino delle agevolazioni fiscali nel comparto edilizio dovrebbe infatti partire dalla consapevolezza del ruolo centrale che gli immobili rivestono per l’economia e per la stessa coesione sociale del Paese.
L’Italia dispone di un patrimonio edilizio molto esteso ma in larga parte risalente nel tempo, spesso realizzato prima dell’introduzione delle più recenti normative in materia antisismica ed energetica. In questo quadro, incentivi fiscali mirati possono rappresentare uno strumento essenziale per favorire interventi di manutenzione, messa in sicurezza e ammodernamento degli edifici.
Senza politiche adeguate, il rischio è quello di assistere a un progressivo deterioramento degli immobili, con conseguenze negative non solo per i proprietari ma anche per la qualità urbana e per la sicurezza dei territori.
Per questo è fondamentale che il riordino delle agevolazioni si accompagni alla definizione di un sistema di incentivi stabile, chiaro e duraturo, in grado di orientare le scelte dei proprietari e degli operatori e di favorire una programmazione degli interventi nel medio-lungo periodo, valorizzando al tempo stesso la funzione economica e sociale della proprietà immobiliare.
Giorgio Spaziani Testa
da Confedilizia notizie, marzo ’26
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