La lente sulla casa

a cura del Presidente del Centro studi

Rispettare la dignità del Parlamento

 di Corrado Sforza Fogliani*

L’art. 21 del R.D. 13 febbraio 1933 n. 215 conferiva ai Consorzi di bonifica il potere di riscuotere i contributi obbligatori a loro favore, e da loro stessi stabiliti, a mezzo di ruoli esecutivi. Per non pagare, tutti i contribuenti coatti (in pratica, quasi tutti coloro che sono proprietari di un immobile, in condominio o meno) dovevano (e in gran parte devono ancora, per i motivi che vedremo) fare una causa avanti una Commissione tributaria.
Con D. L.vo 1 dicembre 2009 n. 179 (ministro competente, Calderoli), il precitato art. 21 non è però stato confermato in vigore (cfr. allegato 1 del D. L.vo in parola, voce 385).
Il Parlamento, dunque, ha tolto ai Consorzi la possibilità di riscuotere con ruoli esecutivi i contributi coatti a favore degli stessi ed ha così spezzato il meccanismo (infernale) sul quale essi si basano, concesso ai Consorzi nel 1933, quando in Italia vi erano 2/3 bonifiche: il meccanismo che fa sì che il contribuente debba lui fare una causa per non pagare (l’inverso di quello che fanno tutti gli altri creditori ed anche enti pubblici/parapubblici, che fanno loro la causa per ottenere i pagamenti).
I Consorzi, comunque, hanno reagito a questa soppressione  normativa  semplicemente  ignorandola. Continuano ad emettere cartelle esecutive, come se nulla fosse successo. Per opporsi e far valere la legge, ogni contribuente deve fare una causa al Consorzio di turno che gli ha mandato la cartella (e di cause in punto i contribuenti ne hanno – naturalmente – già vinte diverse)!
La situazione è intollerabile. E in un Paese in cui vi fosse un Parlamento con un po’ di dignità, la cosa non sarebbe (fintamente) ignorata. La volontà, del Parlamento – al di là di ogni capzioso cavillo – è chiara. E allora, cosa si aspetta ad intervenire, facendola  rispettare?
Provvedere, non costa soldi. Non è questione di trovare le risorse necessarie. E’ solo questione di volerlo fare. Speriamo che questo Parlamento e questo Governo cambino registro anche a questo proposito, si facciano carico del problema. E’ una questione, prima di tutto, di dignità, da parte di Parlamento e parlamentari. Anche i Consorzi devono rispettare il Parlamento.

@SforzaFogliani

*presidente Centro studi Confedilizia

 inserito in data 18.7.2018

 

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