È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20.1.2026, il d.lgs. n. 5 del 9.1.2026, recante attuazione della Direttiva (UE) 2023/2413 (cosiddetta RED III) sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili.
Il nuovo provvedimento incide sui principali obiettivi energetici nazionali fissati per il 2030 dal d.lgs. n. 199 dell’8.11.2021 (che recepiva la RED II). L’Italia dovrà infatti ora raggiungere per quella data una quota di energia da fonti rinnovabili pari al 39,4% del consumo finale lordo di energia rispetto al 30% originariamente previsto.
Con riguardo all’”energia rinnovabile prodotta negli edifici o nelle loro vicinanze”, l’obiettivo nazionale per il 2030 viene, in particolare, fissato (“tenendo conto anche dell’energia rinnovabile proveniente da rete”) “ad almeno il 40,1 per cento”.
Nel dettaglio, gli edifici privati di nuova costruzione dovranno garantire la copertura del “60% dei consumi previsti per la produzione dell’acqua calda sanitaria e del 60% della somma dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria, la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva”. Per le “ristrutturazioni importanti di primo livello” (così come definite dal d.m. 26.6.2015) la quota richiesta è del 40% per l’acqua calda sanitaria e del “40% della somma dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria, la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva”. Per gli immobili esistenti oggetto di “ristrutturazione importante di secondo livello” ovvero di “interventi di ristrutturazione dell’impianto termico” (così come individuati sempre dal d.m. 26.6.2015) è introdotto l’obbligo, invece, di una copertura del “15% della somma dei consumi previsti per la climatizzazione invernale ed estiva”.
Le prescrizioni appena indicate si applicano decorsi 180 giorni dalla data del 4.2.2026.
da Confedilizia notizie, febbraio ’26
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