
È iniziato, in Commissione Giustizia al Senato, l’iter parlamentare del disegno di legge del Governo sul rilascio degli immobili, approvato dal Consiglio dei ministri insieme con il decreto-legge sul Piano Casa, poi convertito in legge.
Si tratta di un provvedimento importante, che risponde a un’esigenza diffusamente avvertita e più volte segnalata dalla Confedilizia, della quale il testo recepisce diverse proposte tecniche: rendere più rapide ed efficienti le procedure di restituzione degli immobili locati.
Il provvedimento interviene non solo sulle norme relative alla fase esecutiva, ma anche nella preventiva fase di merito. Per fare qualche esempio, si ottimizzano alcune norme in materia di notifica agli stranieri con dimora sconosciuta e ai soggetti irreperibili e si prevede la possibilità di istituire un domicilio digitale specifico per il contratto di locazione. Si dimezzano i “termini di grazia” per il pagamento del canone, spesso richiesti a soli fini dilatori, e i termini fissati dal giudice per il rilascio.
Novità anche in relazione ai beni mobili lasciati all’interno dell’immobile, la cui presenza ritarda spesso la conclusione della procedura: viene, in particolare, introdotto il principio della presunzione di abbandono dei beni se non formalmente richiesti dall’esecutato, con conseguente possibilità per il proprietario di organizzarne autonomamente la sistemazione. Una disciplina analoga potrebbe essere prevista anche per gli animali domestici.
È poi prevista la possibilità di delegare l’attività esecutiva agli istituti vendite giudiziarie, offrendo una risposta alle carenze di organico degli ufficiali giudiziari. Una possibilità che potrebbe essere estesa anche ai professionisti già abilitati a svolgere le funzioni di custode giudiziario nelle esecuzioni immobiliari.
Nel corso dell’esame parlamentare potranno essere introdotti ulteriori miglioramenti. Si potrebbe, ad esempio, prevedere una tutela nei confronti dei cosiddetti “morosi professionali”, attraverso strumenti ispirati a quelli già operanti in altri settori, come i sistemi di informazioni creditizie utilizzati per la valutazione del rischio.
Ciò che conta, però, è la filosofia del provvedimento. Fornire ai proprietari maggiori garanzie nella fase di rientro in possesso degli immobili locati significa dare loro più fiducia. Più fiducia significa più immobili sul mercato, condizione indispensabile anche per contenere i canoni.
L’obiettivo, insomma, non è avere più sfratti, ma più affitti. Un risultato che sarebbe più facilmente raggiungibile affiancando al disegno di legge incentivi fiscali per i proprietari (come l’azzeramento dell’Imu per chi sceglie i contratti a canone concordato) e contributi al pagamento dei canoni per gli inquilini a basso reddito.
Giorgio Spaziani Testa
Presidente Confedilizia
25.7.2026




