Il 2025 si è chiuso con l’approvazione di una legge di bilancio – la quarta del Governo Meloni – attenta alla tenuta dei conti ma priva di qualsiasi ambizione riformatrice.
Per quanto riguarda il comparto immobiliare, la manovra presenta poche note di interesse.
Da un lato c’è la norma sugli affitti brevi, che ha visto il Governo e la maggioranza da un lato fare marcia indietro – anche a seguito delle rimostranze della Confedilizia – sull’incremento della cedolare secca a carico della prima casa locata per brevi periodi, ma dall’altro tenere il punto della volontà di disincentivare il fenomeno, attuata con l’obbligo di assumere la forma imprenditoriale in caso di “destinazione alla locazione breve” (qualsiasi cosa ciò voglia dire) di più di due appartamenti. Un ennesimo favore agli albergatori mediocri e un ulteriore stimolo a manovre elusive che prevedibilmente saranno messe in atto per sfuggire a una disposizione ottusamente punitiva.
Della norma sulla rinuncia alla proprietà abbiamo già detto. Come ha scritto il notaio Angelo Busani sul Sole 24 Ore del 5 gennaio scorso, “l’unica plausibile giustificazione di questa norma è quella di aver voluto bloccare il ‘via libera’ agli atti di rinuncia sancito dalle Sezioni unite della Cassazione con la sentenza 23093/2025, nella quale è stato affermato che lo Stato ha il dovere di farsi carico degli immobili abbandonati e che ai proprietari di beni immobili non si può imporre di sopportare situazioni non volute: non potendo abrogare, per ragioni sistematiche, l’articolo 827, il legislatore lo ha dunque reso, nei fatti, lettera morta”. Non servono ulteriori commenti.
La terza misura di interesse per il settore contenuta nella legge di bilancio (poi ve ne sono altre di minore rilevanza) è la proroga per il 2026 dell’impianto degli incentivi fiscali per gli interventi edilizi in essere nel 2025. Una buona notizia, considerate le circostanze, ma è evidente che sul punto serve un cambio di passo. Lo abbiamo detto altre volte: occorre – superata la sbornia da superbonus (e omettendo, per quieto vivere, di esprimere giudizi sui tanti “pentiti” che si aggirano fra gli scranni parlamentari) – rimettere mano complessivamente al sistema delle detrazioni e stabilire delle priorità. Premiando maggiormente gli interventi ritenuti di maggiore interesse generale (noi diciamo, ad esempio, quelli per il miglioramento sismico, per l’efficientamento energetico e per l’eliminazione delle barriere architettoniche), ma senza penalizzare tutto ciò che non è abitazione principale.
Nel frattempo dalla Corte costituzionale arriva una sentenza – in materia di locazioni turistiche e altre attività ricettive – che, fra una discettazione e l’altra in tema di overtourism, disegna i contorni del diritto di proprietà in un modo che fa presagire tempi cupi: ne parliamo a pagina 7 e invitiamo a leggere il testo della pronuncia, che va al di là delle questioni da cui scaturisce (la legge sul turismo della Regione Toscana).
Chiudiamo con una nota positiva. La copertina di questo numero di Confedilizia notizie è dedicata alla decima edizione del Festival della cultura della libertà, la manifestazione ideata da Corrado Sforza Fogliani e a lui intitolata dal momento della sua scomparsa. Sarà, come ogni anno, una tre giorni di idee e di libertà. Come sempre a Piacenza, questa volta dal 13 al 15 marzo. Siete tutti invitati.
Giorgio Spaziani Testa
da Confedilizia notizie, gennaio ’26
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