La Corte costituzionale, con la sentenza numero 186 del 16 dicembre scorso, ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate con riferimento a diverse disposizioni della legge della Regione Toscana numero 61 del 2024, recante il testo unico del turismo.
Fra l’altro, la Corte ha dichiarato infondate le questioni relative all’articolo 59, concernente le locazioni turistiche brevi. In base a tale disposizione, i comuni ad alta densità turistica e i comuni capoluogo di provincia “possono, con proprio regolamento, individuare zone o aree in cui definire criteri e limiti specifici per lo svolgimento, per finalità turistiche, delle attività di locazione breve di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 […], esercitate anche in forma imprenditoriale” (comma 1). Nei comuni dotati del regolamento di cui al comma 1, “l’esercizio dell’attività di locazione breve, per le zone o aree interessate, è subordinato al rilascio al locatore di un’autorizzazione di durata quinquennale per ciascuna unità immobiliare che si intende locare” (comma 4).
La Corte ha escluso l’invasione della materia “ordinamento civile”: l’articolo 59 – secondo la Consulta – detta una disciplina amministrativa che interseca in via prevalente le materie del governo del territorio e del turismo, in quanto prevede un potere regolatorio comunale – che riguarda un’attività economica di tipo turistico e si riflette sull’assetto del territorio – e istituisce un (possibile) regime amministrativo autorizzatorio.
Il presidente della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha così commentato:
“La sentenza della Corte costituzionale sugli affitti turistici non è condivisibile sul piano giuridico e neppure su quello politico, nel quale appare debordare in alcuni passaggi. La Corte mostra di giustificare compressioni non accettabili del diritto di proprietà e giunge a investire la pubblica amministrazione di ogni potere di ingerenza nella libertà negoziale dei privati, inclusa la possibilità di proibizione a locare per finalità turistiche. Una pronuncia che si inquadra in un clima di dirigismo esasperato che caratterizza sempre di più l’approccio al tema delle locazioni brevi e turistiche”.
da Confedilizia notizie, gennaio ’26
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